Ort

Il troi
daûr dai orts
si figote cun grame
e tale
intor des jechis.
Spadis di aghe!
Bocjis di lôf!
Violis di madrac!
Lin di strie!
Ducj in trop, a scombati
e pitufâsi
cuintri i pocs dal lidric,
sbeleâts dal trindulâ 
dai cosui.
“Tal biel no si mangje”
tu mi disevis, none,
semenant trisculis ator ator
dai pîts dai soldâts.

Traduzione: Il viottolo/ sul retro degli orti/ si ruffiana con gramigna/ e dente di leone/ sulle aiuole dell’orto./ Giaggioli!/ Iris!/ Pervinche!/ Lino delle fate!/ Tutti in truppa/ a combattere/ e accapigliarsi/ contro i colpi (radici) del radicchio,/ sbeffeggiati dal dondolare dei baccelli./ “Nella bellezza non si mangia”/ mi dicevi, nonna,/ seminando fragole tutt’intorno/ ai piedi delle zinnie (soldati).

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