Dita

Il freddo comincia dalle punte, 

dove si raccolgono le maschere
a raccontarsela
carezza dopo carezza
umore sopra umore
livore o gentilezza
sventatezza o languore.
É tutto lì
il peso delle cose
sui loro polpastrelli
dove si raccolgono le maschere
una alla volta
mature, affaticate
dall'aver combaciato i profili
venduto i chiavistelli
scimmiottato boccacce infantili
ghigni ribelli
volti ostili.
Alcune congelano per prime
al confine sacrificabile del tatto,
i mignoli, un anulare:
le rughe affamano le giunture
il pallore annuisce soddisfatto
della pelle rimangono rovine
le unghie ninnoli, penzoloni.
La sensibilità dilegua, d'essa
Avanzano soltanto le paure.

Notis: Poesie cjolte dal libri “Un cuarp cun dôs lenghis”. Poesie nassude par talian.
Traduzion poetiche: Dêts.

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