Forans

Si ju olme in code 
cun chê dal voli
che a cirin di passâti denant.
Si ju cjate sot dal soreli
cu la cjiche intun cjanton dai lavris
che a contestin
al puar il masse pan.
Forans 
cun dôs gjambis, scarpis, sachetis,
un blec che mai no metin,
e tancju dêts
ma nissune man.
Parfin il gnotul nol va a parâsi 
te bocje dal trist
e di chel si pues fidâsi:
tai forans al è un lum
e si intache tai cjavei par inclaudâti i siums.

Traduzione: Li si intravede in coda/ in quella dell’occhio/ che cercano di passarti avanti./ Li si trova sotto il sole/ con la cicca in un angolo delle labbra/ che contestano/ al povero il troppo pane./ Crepacci/ con due gambe, scarpe, tasche/ e una toppa mai messa/ e tante dite/ ma nessuna mano./ Persino il pipistrello non cerca riparo /nella bocca del cattivo/ e di lui possiamo fidarci: / nei crepacci è una luce/ e si attacca ai capelli per inchiodarti i sogni.

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