Denti

Quanti denti hai
innumerabili eppure
tra lor parenti, finestre scure
d'imposte prive
fenditure della memoria
che chiamo per nome
e tutti
di fronte allo specchio fieri
hanno graffiato nuca,
e fronte
emozionati ieri
da cose vive a cui mano
di madre o mia conduca.
E adesso
che alcuni hai logori, altri spezzati
dalla mola del tempo
che l'incompiuto colora
adesso tu
che rastrello non eri
per trattenere, né forcone
che frantuma o buca,
tu
quanti denti hai, pettine?
Quanti denti
ancora?

Notis: Poesie cjolte dal libri “Un cuarp cun dôs lenghis”. Poesie nassude par furlan: Dincj
Traduzion: la traduzion no je une traduzion lenghistiche, ma poetiche, che a pues ancje cambiâ un pôc intai significâts e intal clime dal componiment, par che la fonetiche, il lessic e la prosodie di une lenghe a piturin sfumaduris diferentis, cuant che si va a cirî la stesse melodie.

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